Il Patrimonio delle Ville Venete, dei Parchi e dei Giardini

dicembre 22, 2015
La celebre mostra inaugurata nel settembre 1952 nel Salone del Palazzo dei Trecento a Treviso, è stata l’occasione per un primissimo censimento  delle Ville raccolte nel catalogo della mostra, nonché primo catalogo illustrato sulle Ville Venete, curato da Giuseppe Mazzotti. Nei suoi articoli scrive …Alle ingiurie del tempo, alle mutate condizioni economiche, al cambiamento del modo di vita, si aggiunsero altri fatti che aggravarono ed accelerarono la decadenza di quelle antiche dimore. Dal tempo delle campagne napoleoniche all’ultimo conflitto mondiale le ville venete furono in ogni guerra ridotte a sedi di comandi, quando non servirono di accantonamento alle truppe. Nei casi migliori furono trasformate in ospedali… Non dobbiamo consentire che queste ville finiscano nella mani di speculatori (non sempre del tutto ignoranti) che tagliano gli alberi dei parchi, vendono i cancelli di ferro battuto e le belle statue, trasformano le case ornate in magazzini e stalle… La lunga battaglia condotta da Mazzotti, Silvio Negro, Renato Cevese e Giovanni Comisso, fece sorgere nel 1958, su decisione della Commissione finanze e tesoro della Camera, l’Ente per le Ville Venete, il cui scopo era, per legge, di concedere benefici e varie provvidenze per la salvaguardia e il restauro delle Ville.

Il restauro di Villa Pliniana

settembre 25, 2015

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Nel 2010 iniziai a coordinare un gruppo di lavoro per l’elaborazione del progetto di restauro del complesso monumentale di Villa Pliniana a Torno, sul Lago di Como. Il progetto dello Studio Arplan seguiva il Piano di Recupero, avviato nel 2008. Occuparmi delle fasi di progettazione, sino all’esecuzione delle opere è stata un’esperienza importante e fortunata: da un lato ha rappresentato un’esperienza professionale rilevante e dall’altro un’emozionante coinvolgimento personale, verso un luogo che non è un semplice insieme di edifici, né unicamente una villa o un parco, ma rappresenta un patrimonio culturale carico di storia e di significati. Cliccando sull’immagine segui un video commentato dall’architetto Luciana Bassan.

Progettare il restauro efficiente: innovazione tecnologica al servizio delle Ville Venete

settembre 16, 2015

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L’Istituto Regionale per le Ville Venete ha assegnato il Premio Speciale Villa Venier e il secondo Premio del Concorso di Idee “Progettare il restauro efficiente” al progetto proposto da Andrea Malacchini con il gruppo di lavoro composto dallo Studio RPR con Roberto Pescarollo e Daniele Guerra architetti, e con Carlo Alberto Berna ingegnere.

La Cerimonia di Premiazione e Presentazione del Progetto si terrà presso Villa Contarini Ghirardi a Piazzola sul Brenta (Pd), sabato 19 settembre 2015, alle ore 18:00.

Infrastrutture verdi e Pianificazione

marzo 24, 2015

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La Commissione Europea stabilisce come azione a livello di UE il potenziamento delle Infrastrutture Verdi, alfine di mantenere acqua e aria pulite, regolare le condizioni climatiche, prevenire le alluvioni, favorire l’impollinazione, le attività ricreative e la qualità dei paesaggi. La volontà di proteggere e utilizzare efficientemente le risorse naturali e dare il giusto valore ai servizi eco-sistemici dovranno essere tra gli elementi trainanti nel percorso verso una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, ossia la priorità dell’UE, costituita da Europa 2020, in cui si inquadra anche la normativa italiana in particolare con la Legge 14 gennaio 2013, n. 10
”Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”. Nel quadro della strategia UE sulla biodiversità fino al 2020 la Commissione si impegna a sviluppare una strategia per le infrastrutture verdi. Le infrastrutture verdi sono uno strumento di comprovata efficacia per ottenere benefici ecologici, economici e sociali ricorrendo a soluzioni “naturali”. Ciò ci aiuta a capire il valore dei benefici che la natura offre alla società umana e a mobilitare gli investimenti necessari per sostenerli e consolidarli. Questo approccio consente inoltre di abbandonare la realizzazione di infrastrutture costose a favore di soluzioni più economiche e più durature che si basano sulla natura e che in molti casi creano opportunità di lavoro a livello locale. Le infrastrutture verdi si basano sul principio che l’esigenza di proteggere e migliorare la natura e i processi naturali, nonché i molteplici benefici che la società umana può trarvi, sia consapevolmente integrata nella pianificazione e nello sviluppo territoriale. Il concetto di infrastrutture verdi è stato definito in vari modi, vorrei tuttavia utilizzare la seguente definizione di Infrastrutture verdi: una rete di aree naturali e seminaturali pianificata a livello strategico con altri elementi ambientali, progettata e gestita in maniera da fornire un ampio spettro di servizi eco-sistemici. Ne fanno parte gli spazi verdi (o blu, nel caso degli ecosistemi acquatici) e altri elementi fisici. Sulla terraferma, le infrastrutture verdi sono presenti in un contesto rurale e urbano.

 

Una settimana di Silelab

febbraio 27, 2015

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Conclusa con un workshop operativo sul fiume Melma la settimana dedicata a Silelab 2.0. Con Comune di Silea, IUAV, Matteo D’Ambros, Roberto Zancan e numerosi partecipanti e relatori. Tra questi Andrea Malacchini, che ha illustrato lo Studio di Fattibilità per il Recupero della Via Claudia Augusta.

http://www.silelab.it 

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Silelab 2.0

gennaio 29, 2015

TAV00_04_LIPPProgramma SileLab 2.0

L’Amministrazione comunale di Silea in collaborazione con l’Università IUAV di Venezia presenta un progetto di valorizzazione dei territori del Sile, Silelab 2.0, finalizzato alla promozione di una politica culturale, turistica e ambientale condivisa  tra i Comuni dell’area circostante il Fiume Sile. Presso il Centro Culturale Tamai di Silea,  venerdì 30 gennaio alle ore 20,00 si inaugurerà l’esposizione “Paesaggi Lineari”e si darà inizio a una settimana di incontri e dibattiti aperti per dialogare e sviluppare idee sul futuro. Sarà un’occasione di conoscenza e coinvolgimento per la cittadinanza, la scuola e le associazioni e, soprattutto, per gli operatori del settore turismo commercio e attività produttive e i professionisti. 30 gennaio – 8 febbraio 2015 Centro Culturale Tamai

Itinerario del Fiume Musestre

dicembre 24, 2014

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Provate a risalire un fiume da foce a sorgente, non un fiume qualunque, ma quello più prossimo a casa vostra, quello che pensate di conoscere meglio e vedrete come il vostro mondo, quello che pensate di conoscere così bene, apparirà diverso.

Anche i più piccoli corsi d’acqua, i rivoli, i canali possono divenire il fattore scatenante per la lettura del mondo, possono dare il là a percorsi mentali interminabili

Da “Il Respiro delle Acque di Renzo Franzin”, 2006

Il paesaggio fluviale è spesso ignorato, ma e’ricco di risorse culturali ed ambientali. Il fiume è un bene comune alle popolazioni che da esso hanno avuto origine. Rappresenta l’identità di una comunità o meglio, l’appartenenza della comunità al luogo, e in questo caso alla pianura trevigiana, ai piedi del Montello e delle Alpi.

Dunque, questo non è un viaggio né lungo né rischioso, piuttosto un pellegrinaggio fra campi ben lavorati, paesi floridi e conosciuti. Scenderò, dalle sorgenti alla foce… appena una trentina di chilometri di meandri dentro la più mutevole delle piane del Nord Italia, …che dal corpo gigantesco … scivola impercettibilmente a confondersi con le velme della laguna di Venezia.

Dalle sorgenti a Breda, in quei verdissimi asili d’acque da cui nascono molti dei nostri fiumi di risorgiva, un itinerario lungo il fiume ci conduce alle pievi e ai paesi, nei “luoghi di valore”, nelle Ville venete e nella campagna. Il Musestre e’ l’origine dei nuclei abitati che su di esso si sono sviluppati, ha rappresentato per questi la vita, il lavoro e il commercio tra Venezia e Treviso. Il valore culturale del fiume, dopo anni di abbandono, ritorna e ne e’ testimone il movimento generato dal Contratto di Fiume, dove enti, associazioni, persone, si riuniscono accomunate dalla necessità di tutelare e valorizzare il corso d’acqua.

Poter visitare il fiume permettebbe l’aumento della conoscenza del fiume stesso e degli aspetti ambientali e naturalistici ad esso correlati. La conoscenza delle vicende storiche ed antropologiche rendono consapevoli le comunità, i propri giovani e gli scolari, dando un ulteriore significato didattico all’itinerario. Un nuovo percorso che permetta di avvicinarsi e di muoversi lungo il fiume, è Funzionale per conoscere e studiare, e rappresenta una nuova infrastruttura di collegamento: potere spostarsi sul proprio territorio con mezzi alternativi all’automobile e’ un miglioramento notevole della propria qualità della vita. Poterlo fare in un contesto naturale e di qualità, significa inoltre salute fisica e benessere; farlo su sedi sicure, protette significa farlo con bambini e anziani, in maniera accessibile a tutti. Connettere questi luoghi tra loro permette inoltre la connessione con con reti piu ampie: I circuiti locali di visitazione (comunali), le strade del vino rosso (provinciali), il Sile (regionali) e le vie internazionali come il Piave, la Via Claudia Augusta, la Via Annia, Venezia e la sua Laguna.

 Per una funzionalità effettiva dell’itinerario, dobbiamo pensare anche alla navigazione sul Musestre, prima con i burci ed ora con canoe, kajak o natanti elettrici, promuovendo il collegamento con la Laguna e Venezia, incontrando il tema Aquae lanciato dall’Expo2015, ovvero la vita sull’acqua e il turismo fluviale, riscoprendo il tema delle origini di Venezia e il legame originario tra laguna e terraferma, con il turismo fluviale e la mobilità lenta.

L’itinerario in se, costituisce un Presidio territoriale e ambientale, che permette di osservare e controllare da vicino il fiume, e permette a tutti di farlo rendendolo visibile e non più uno spazio intercluso tra retri di abitazioni, cortili privati e argini occupati, un luogo quindi che deve essere aperto e non più inaccessibile. L’itinerario è funzionale alla cura del territorio e al miglioramento del paesaggio, grazie ad un controllo attento e discreto, che non si impone sulla natura.

La definizione di un itinerario comporta una progettazione integrata con uno studio delle visuali e dei coni prospettici, ovvero all’analisi di cosa vediamo percorrendo il fiume, e’ l’itinerario che definisce le visuali e quindi individua gli elementi di pregio o di disturbo, in sintesi i punti di vista sono vincolati ai punti di percorrenza. L’aumento della qualità del paesaggio e della sua percezione è collegato alle visuali del percorso, alcuni esempi concreti: se vedo fabbriche intervengo con mitigazioni ambientali, se vedo un edificio storico lo valorizzo inquadrandolo con un filare, tolgo alta tensione o infrastrutture impattanti, opero in sintesi attraverso lo studio paesaggistico in un progetto di riqualificazione ambientale complessiva.

Il ripristino della qualità ambientale comporta l’implementazione delle connessioni ecologiche e delle reti naturalistiche: il fiume e’ all’origine della biodiversita’, che potrà espandersi alla campagna e agli ambiti naturali circostanti. Questo processo dovrà essere favorito da una progettazione multidisciplinare, che possa orientare le iniziative spontanee in un quadro di interventi unitario.

L’itinerario è anche ludico, perchè legato al tempo libero, al divertimento e alle attività sportive e ricreative. Poter passare il proprio tempo libero facendo una passeggiata o un giro in bicicletta, poterlo fare vicino casa, comodamente, è un reale aumento della qualità di vita e del tempo libero, dimostrato dal successo dei pochi itinerari attualmente disponibili. Passeggiare, fare nordic walking o footing, andare in bicicletta, o prendere una canoa e andare sull’acqua, sono attività sportive correlate al tempo libero. Allo stesso modo poter spostarsi a piedi e in bici nel tempo libero per andare a fare la spesa o recarsi in paese per incontrarsi con gli amici, andare al centro commerciale o in campagna a comprare la verdura e farlo in bici piuttosto che in macchina, o ancora unire alla mobilita lenta l’enogastronomia, raggiungere cantine, fattorie, agriturismo, ristoranti…

Un motivo in più per farlo lungo un percorso ciclopedonale, un motivo in piu per realizzare un nuovo itinerario lungo il fiume Musestre.

Estratto dall’intervento “Itinerario del Fiume Musestre”, Paesaggi e prodotti per un turismo sostenibile, tenutosi a Roncade il 7 marzo 2014.

Inaugurata alla Triennale di Milano la mostra “Terreferme Emilia 2012: il patrimonio culturale oltre il sisma”

giugno 15, 2014

“Terreferme” è una mostra multimediale che si avvale delle più moderne tecnologie della comunicazione e consente al visitatore di gestire in modo interattivo e dinamico i contenuti che vengono proposti nelle diverse sezioni.
La mostra, che propone anche il lavoro di diversi video artisti e fotografi che rendono ancora più ricco di emozioni il racconto di quanto è avvenuto nella “Bassa” pianura padana all’alba del 20 maggio del 2012, accoglie il visitatore in un ambiente immersivo ed avvolgente e propone 48 video narrazioni sulle caratteristiche del patrimonio culturale emiliano, sui danni che ha subìto e sulle attività che sono state svolte per la sua tutela e per consentirne il recupero futuro.

 

Progetto di allestimento espositivo

Wagner Associati + Plastique Fantastique

 

http://www.terreferme.beniculturali.it

30 MAGGIO – 20 Luglio 2014
TRIENNALE DI MILANO

Orari:
martedì – domenica 10.30 – 20.30
giovedì 10.30 – 23.00

ingresso libero

 

Premio Ville Venete per l’Europa

marzo 21, 2014

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E’ stato assegnato dall’Istituto Regionale delle Ville Venete il Premio Ville Venete per l’Europa,  al Progetto per il recupero e la rifunzionalizzazione del sistema idraulico di Villa Tiepolo Passi, partecipante nella sezione del Premio dedicato al Concorso per il finanziamento di progetti innovativi di valorizzazione, presentato dal gruppo di lavoro costituito dal Conte Alberto Passi di Preposulo, con gli architetti Malacchini e Pescarollo. 

Il ripristino del sistema delle acque di Villa Tiepolo Passi vuole essere concretamente il recupero di un patrimonio culturale ed ingegneristico, che rappresenta l’evoluzione dei sistemi idraulici classici romani, e che è l’espressione dell’ingegno e della sostenibilità dei sistemi produttivi delle Ville Venete. L’ingegneria idraulica concentrata in questo articolato sistema, contiene l’espressione della cultura storica veneziana, dove alla funzione era collegata l’estetica e ancora la piacevolezza del vivere.

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Il recupero del sistema delle acque della Villa promuove la conoscenza e la divulgazione di tale patrimonio culturale, ponendo le basi per una fruizione pubblica attraverso visite e attività didattiche. Attività queste già svolte in Villa, che potrebbero essere ulteriormente incentivate grazie a questo recupero.  Rivolgere l’attenzione al sistema storico delle acque, oggi soprattutto, può stimolare un nuovo approccio verso l’innovazione tecnologica. Se riflettiamo sul sistema idraulico analizzato, comprendiamo immediatamente che questo non necessita di apporti energetici esterni: tutto funziona grazie all’energia creata dal Rio che muove la rosta, dal sistema dei vasi comunicanti, da un’attenta distribuzione per caduta dell’aqua, dalla naturale produzione del ghiaccio, dalla sua conservazione in un “congelatore ecologico”, etc. Nulla viene sprecato e neppure consumato: tutte le acque utilizzate da opificio, rosta, fontana, peschiera, laghetto ritornano al fiume d’origine, come ritornano in falda le acque irrigue. E’ un’enorme operazione sostenibile che alimenta uomini, animali e vegetali garantendo piena autosufficienza alla Villa, nell’assoluto rispetto dell’ambiente. Pensiamo ora se a questo sistema applicassimo moderni sistemi di regolazione: potremo ottimizzare ogni utilizzo, verificare la qualità dell’acqua (la Villa è un presidio attivo sul Rio Piovensan), implementare la produzione energetica delle roste, ma soprattutto trasferire il significato culturale dell’operazione di recupero, attraverso la divulgazione con processi di formazione e comunicazione, favorendo l’accessibilità e la fruizione con una rinnovata offerta culturale e didattica.

LED per Comunilluminati e Impreseilluminate

febbraio 12, 2014

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Comunilluminati e Impreseilluminate nasce dalla collaborazione di un gruppo di lavoro, composto da Agatos Energia e da Thinking, con esperti di illuminazione, di impianti e sostenibilità, che nelle diverse competenze multidisciplinari, hanno contribuito all’applicabilità delle azioni promosse.

Moltissime amministrazioni locali di medio–piccole dimensioni, che costituiscono la maggior parte dei gestori in Italia, necessitano di riqualificare gli impianti di illuminazione pubblica per migliorarne l’efficienza energetica, ma non hanno ancora intrapreso azioni concrete per ridurre i consumi energetici o i costi di esercizio. L’efficientamento energetico attuabile dalle Pubbliche Amministrazioni, non è solo una necessità economica, ma è anche espressione di una nuova coscienza ambientale, che necessita di essere accompagnata con azioni di divulgazione, alfine di generare l’aumento della consapevolezza globale delle popolazioni. Unitamente alla riqualificazione del sistema di illuminazione pubblica, Comunilluminati prevede lo sviluppo di nuove reti tecnologiche, che potrebbero portare numerose utilità ai territori, introducendo applicazioni “smart” per la gestione del territorio.

Per le imprese e i privati che in questo momento desiderano intervenire nell’efficientamento dell’illuminazione, Impreseilluminate può rappresentare una occasione imperdibile per ridurre i costi energetici e di manutenzione degli impianti, attraverso la conversione dell’esistente con lampade LED, affrontando puntualmente i seguenti temi:

  • efficientamento energetico;
  • miglioramento della qualità e dell’ergonomia delle fonti luminose;
  • riduzione dell’inquinamento luminoso;
  • corrispondenza tecnico-normativa degli impianti;
  • valorizzazione degli interni, delle architetture e dei paesaggi urbani correlati alle sedi produttive, logistiche e direzionali;
  • sviluppo delle nuove tecnologie smart correlabili agli impianti di illuminazione;
  • divulgazione della cultura del risparmio energetico.

Impreseilluminate e Comunilluminati vogliono rappresentare un’opportunità per le imprese, i privati e le pubbliche amministrazioni, non solo nella valorizzazione dei propri impianti di illuminazione, ma anche nella diffusione di una cultura ambientale, ispirata ai principi della sostenibilità, grazie a nuove tecniche finanziarie che non prevedono investimenti di capitali, ma determinano costi certi e programmati, vantaggi fiscali e commerciali, attuabili grazie al risparmio energetico ottenibile dall’efficientamento con la tecnologia LED.


SileLab

Laboratorio per il Paesaggio

Comunilluminati

Azioni per l'efficientamento delle imprese e della pubblica amministrazione

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